L' arenaria Macigno
L'arenaria della Formazione Macigno (Oligocene superiore-
Miocene inferiore) è una roccia sedimentaria che in
Lunigiana, una vallata appenninica della Toscana nord occidentale,
si presenta in una successione di strati a granulometria variabile,
generalmente da grossa (1-1/2 mm) a media (1/2 -1/4 mm) a
fine (1/4 - 1/16 mm), anche se quest'ultima è meno
frequente. Appare massiva o laminata, in alcuni punti con
strutture convolute ed amalgamazione degli strati la cui potenza
varia da zona a zona e può raggiungere in alcuni casi
diversi metri di spessore (4-5 m nella cava Pontia di Pognana
Fivizzano, MS).
L'arenaria quando è "fresca" mostra una colorazione
grigio-azzurra o grigio-acciaio che può passare a grigio-giallastra
a seguito di fenomeni di alterazione abbastanza frequenti
in tutto il territorio; la tessitura è clastica con
abbondanti cristalli di quarzo, feldspati, frustoli carboniosi
nerastri, schegge pelitiche e lamelle argentee di muscovite.
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Blocco di arenaria
di colore grigio acciaio con corona di alterazione
rossastra |
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Nel settore settentrionale della Lunigiana
affiora anche l'arenaria dell'Unità Gottero (Cretaceo
superiore- Paleocene) caratterizzata da potenti banchi massivi
a granulometria media-grossolana alternati a strati a grana
fine; questo materiale è ben riconoscibile anche ad
un esame mesoscopico, per la colorazione rosa dei cristalli
di k-feldspato.
Facilmente reperibile negli affioramenti rocciosi sparsi nel
territorio, l'arenaria è stata impiegata nel corso
dei secoli sia come materiale da costruzione che per la creazione
di elementi ornamentali e oggetti d'uso.
A Pontremoli e a Fivizzano, i principali poli estrattivi dove
si è maggiormente sviluppata anche l'opera degli scalpellini,
come in molti borghi più periferici, maestranze specializzate
nella lavorazione della pietra hanno lasciato evidenti attestazioni
nelle diffuse opere architettoniche, imponenti portali, architravi
scolpiti ed elaborate incorniciature di finestre.
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Pracchiola -
Pontremoli.
Architrave in arenaria con
una porzione maggiormente
alterata (a destra) di colore rossastro.
Reca incisa la data di costruzione: AD 2 IV 1673 |
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La bellezza del materiale lo ha reso idoneo
anche alla realizzazione dell'arredo sacro, come testimoniano
fonti battesimali, altari, tabernacoli, riccamente ornati
con decorazioni non dissimili da quelle scolpite nel marmo.
Per la sua durezza e resistenza l' arenaria è stata
utilizzata anche per la costruzione delle macine nei numerosi
mulini e frantoi sparsi lungo i corsi d'acqua lunigianesi
e di molteplici oggetti d'uso quotidiano quali le prede, i
diffusi contenitori per l'olio o per l'acqua.
La possibilità di reperire facilmente materiale in
lastre ne ha favorito l'impiego per la copertura dei tetti;
le Piagne, sapientemente disposte in una ben stratificata
tessitura, costituivano fino al Novecento il manto di copertura
sia delle abitazioni rurali che dei palazzi cittadini.
Questa pietra era presente ovunque, dalle case alle strade,
senza soluzione di continuità
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