L’arenaria utilizzata per la copertura dei tetti si rinviene
in affioramenti, con caratteristiche geologiche simili tra loro, composti
da livelli di spessore centimetrico alternati a strati di circa 40-50
cm compatti e lavorabili a spacco. Presenta prevalentemente colore
grigio-acciaio anche se può assumere colorazione rosso-ocra
nelle zone interessate da alterazione ed un aspetto argenteo dovuto
alla concentrazione di lamelle muscovitiche lungo i piani di stratificazione.
La granulometria varia da molto fine (0.0625 mm < dm < 0.125
mm) a fine (0.125 < dm < 0.25 mm). Sulla base dell’esame
petrografico e chimico-normativo queste rocce si possono definire
come arenarie terrigene feldspatico-litiche o arcose litiche, con
un contenuto in SiO2 in accordo con la composizione media
di una roccia quarzoso feldspatica contenente litici silicatici, mentre
non è stato possibile eseguire l’analisi modale petrografica
a causa della granulometria troppo fine. Risulta interessante notare
come queste arenarie fittamente stratificate, facilmente suddivisibili
in lastre, presentino caratteri petrografici e geochimici simili alle
più diffuse e comuni arenarie impiegate da secoli in Lunigiana
come materiale lapideo per uso edilizio ed ornamentale (Di Battistini
et al., 1999; Di Battistini et al., 2000)
Per la determinazione delle caratteristiche tecniche dell’arenaria
lunigianese sono stati sottoposti ad analisi provini ricavati da affioramenti
di arenaria Macigno delle cave storiche di M. Mazzerino (Zeri, MS),
di Formentara (Zeri), di Case Gaggioli (Mulazzo, MS) e da vecchie
lastre d’arenaria dei tetti delle abitazioni dei due villaggi
limitrofi alle ultime due cave. Tale duplice campionamento è
stato effettuato per verificare eventuali differenze tra le caratteristiche
fisico-meccaniche dell’arenaria prelevata dalla cava e quelle
delle lastre rimaste per secoli esposte alle intemperie sui manti
di copertura delle case rurali.
Quelli presi in esame sono alcuni dei numerosi siti di approvvigionamento,
attestati nell’area appenninica, dai quali venivano ricavate
piagne per la copertura dei tetti dei borghi vicini. Per la loro capillare
diffusione non sono stati sottoposti nel tempo ad uno sfruttamento
intensivo ed i livelli delle cave da cui abbiamo prelevato i campioni
presentano presumibilmente caratteri analoghi a quelli coltivati in
passato. Nella scelta in cava del materiale da sottoporre a campionatura
si sono privilegiate le lastre non interessate da fenomeni di alterazione
e che presentassero spessori prossimi a quelli delle piagne di dimensioni
maggiori utilizzate per le coperture. L’analisi chimica effettuata
su campioni ricavati da strati diversi all’interno della successione
riscontrata nelle due cave, evidenzia peraltro una omogeneità
composizionale.
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Pracchiola - Pontremoli.
Edificio con copertura tradizionale in lastre di arenaria
Macigno |
|
Per la determinazione delle caratteristiche fisico-chimiche e meccaniche
delle lòse di pietra per la realizzazione dei manti di copertura
delle costruzioni, è stata assunta come riferimento la normativa
prevista dalla L. R. N.10 del 6 marzo 1990 della Regione Autonoma
Valle d’Aosta (RAVA). Esiste al riguardo una norma europea,
EN 12326-2: Slates and stone products for discontinuous roofing
and cladding- Part2: Methods of test, adottata nel febbraio 2000
e in corso di pubblicazione in italiano come UNI EN.
Le prove sono state eseguite su provini di forma parallelepipeda,
di dimensioni 150x50x25 mm e con i piani di anisotropia della roccia
coincidenti con la faccia maggiore del parallelepipedo. Alcuni provini
sono stati in seguito sottoposti a cicli di alternanza gelo-disgelo,
secondo la procedura relativa alla prova di gelività indicata
nel punto c) del paragrafo B dell’allegato A alla legge ricordata
e, prima della loro rottura per la determinazione della resistenza
a trazione indiretta mediante flessione, sono stati di nuovo sottoposti
alla prova per la determinazione dell’assorbimento d’acqua.
|
Arenaria
Macigno di Formentara |
Numero provini |
Intervallo di variazione |
Valore medio |
Numero
provini |
Intervallo di variazione |
Valore medio |
| - |
- |
Cava |
- |
- |
"Piagne" |
- |
|
Massa volumica apparente (kg/m3) |
5 |
2612-2655 |
2632 |
5 |
2502-2572 |
2547 |
|
Massa volumica reale (kg/m3) |
3 |
2656-2737 |
2683 |
1 |
- |
2603 |
|
Grado di compattezza (adimensionale) |
- |
- |
0,98 |
- |
- |
0,98 |
|
Assorbimento d'acqua (%) |
6 |
0,52-0,65 |
0,58 |
7 |
0,23-0,40 |
0,32 |
|
Assorbimento d'acqua (%) dopo 25 cicli di
alternanza gelo-disgelo |
3 |
0,65-0,73 |
0,69 |
7 |
0,44-0,54 |
0,49 |
|
Porosità totale (%) |
- |
- |
1,90 |
- |
- |
2,15 |
|
Porosità accessibile (%) |
- |
- |
1,61 |
- |
- |
0,92 |
|
Carico di rottura a trazione indiretta mediante
flessione allo stato naturale (MPa) |
3 |
39,30-42,70 |
(40,4) |
7 |
35,3-48,4 |
40,8 |
|
Carico di rottura a trazione indiretta mediante
flessione dopo 25 cicli di alternanza gelo-disgelo (MPa) |
2 |
36,80-40,70 |
(38,7) |
7 |
34,6-41,0 |
37,2 |
|
Arenaria
Macigno di Case Gaggioli |
Numero
provini |
Intervallo di variazione |
Valore medio |
Numero
provini |
Intervallo di variazione |
Valore medio |
| - |
- |
Cava |
- |
- |
"Piagne" |
- |
|
Massa volumica apparente (kg/m3) |
4 |
2616-2648 |
2632 |
4 |
2561-2611 |
2581 |
|
Massa volumica reale (kg/m3) |
2 |
2663-2698 |
2683 |
1 |
- |
2602 |
|
Grado di compattezza (adimensionale) |
- |
- |
0,98 |
- |
- |
0,99 |
|
Assorbimento d'acqua (%) |
4 |
0,52-0,68 |
0,57 |
4 |
0,20-0,31 |
0,24 |
|
Assorbimento d'acqua (%) dopo 25 cicli di
alternanza gelo-disgelo. |
2 |
0,58-0,66 |
0,62 |
2 |
0,33-0,38 |
0,36 |
|
Porosità totale (%) |
- |
- |
1,79 |
- |
- |
0,81 |
|
Porosità accessibile (%) |
- |
- |
1,58 |
- |
- |
0,70 |
|
Carico di rottura a trazione indiretta mediante
flessione allo stato naturale (MPa) |
2 |
33,6-44,8 |
(39,2) |
2 |
38,1-46,2 |
(42,1) |
|
Carico di rottura a trazione indiretta mediante
flessione dopo 25 cicli di alternanza gelo-disgelo (MPa) |
2 |
32,4-44,3 |
(38,4) |
1 |
- |
(48,1) |
|