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Nelle coperture le piagne vengono disposte a strati sovrapposti,
posati su di una orditura lignea sorretta da travi. È un’operazione
abbastanza complessa che prevede un’inclinazione del piano di
appoggio delle piagne maggiore di quella dei tetti coperti a tegole,
necessaria per favorire il più possibile il deflusso dell’acqua.
Tradizionalmente per poter ottenere una buona impermeabilizzazione
della copertura, le piagne vengono sovrapposte formando un angolo
di incidenza abbastanza elevato con la falda del tetto in modo da
evitare lo scivolamento delle stesse.
La “grossa armatura” di sostegno è realizzata con
travi di legno poste parallelamente alla linea di gronda; su queste
si colloca, ortogonalmente, la “piccola armatura” costituita
da travicelli che vengono dunque a trovarsi in posizione ortogonale
alle travi alle quali sono fissati con chiodi. Su questa orditura
si pone una copertura composta da tavole, in genere di legno di castagno,
collocate parallelamente alla linea di gronda. Oggigiorno, per una
migliore impermeabilizzazione del tetto, sul tavolato viene steso
uno strato di carta catramata.
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Pontremoli.
Nuova copertura in "piagne" |
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Lunigiana. Copritetto intento alla
sistemazione
delle lastre di pietra
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Terminata la realizzazione del piano della falda, vengono posizionate
le piagne partendo dalla linea di gronda, dove vengono poste quelle
di dimensioni maggiori che determinano l’andamento del profilo
del tetto. Si prosegue poi con la posa in opera delle file successive
che devono coprire per circa due terzi quelle precedenti, con le singole
lastre che sono disposte a cavallo delle giunzioni di quelle sottostanti,
secondo una tecnica che porta dunque a una sovrapposizione di più
piagne su uno stesso punto; la pendenza del manto diminuisce progressivamente
a mano a mano che ci si avvicina alla linea di colmo. Con una regolare
manutenzione questo tipo di tetto ha durata secolare. |
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