Analisi dei risultati
 
 
Formazione Macigno
Uso storico
Tetti in arenaria
Per asperne di pił
Cava di Pian di Lanzola
Contatti
Tipico processo di alterazione dell'arenaria all'interno di una "piagna"
Assorbimento d’acqua
Secondo quanto previsto nella L. R. N.10 RAVA, le lòse per la copertura devono possedere un valore di assorbimento d’acqua medio al massimo dello 0,25% in massa, anche se, essendo materiali caratterizzati da una presenza marcata di sottili livelli di orientamento di minerali fillosilicatici, si potrebbe considerare come limite massimo il valore relativo agli gneiss, cioè 0,35% in massa.
In Lunigiana i valori di assorbimento riscontrati sul materiale prelevato dalle cave di Formentara, Case Gaggioli e M. Mazzerino risultano rispettivamente di 0,58%, 0,57% e 0,49%, quindi superiori allo 0,35% indicato nella norma. Tuttavia si osserva come i provini delle "piagne" ricavati dalle lastre dei tetti dei due villaggi presentino valori di assorbimento d’acqua inferiori rispetto ai precedenti, in particolare 0,32% in massa per le lastre di Formentara e 0,24% in massa per quelle di Case Gaggioli, valori che rientrano nella norma indicata.

- La massa dei provini secchi, prima dell’esecuzione dei cicli di alternanza gelo-disgelo, è superiore rispetto alla massa degli stessi provini dopo il trattamento.
-Nei campioni ottenuti da "piagne" parzialmente alterate i coefficienti di imbibizione prima e dopo i cicli di alternanza gelo-disgelo risultano molto superiori rispetto ai campioni “freschi”.
- I valori dell’assorbimento d’acqua dopo cicli di alternanza gelo-disgelo, relativi ai provini sottoposti a questo trattamento, sono superiori, in quasi tutti i campioni, ai valori ottenuti prima dei cicli di alternanza.

 

 

Lastre di Arenaria recuperate
da una copertura tradizionale

La massa volumica reale (EN 1936/ Met. A) dell’arenaria Macigno risulta di circa 2680 kg/m3 nei campioni prelevati dalle cave e di circa 2600 kg/m3 per quelli ricavati dalle "piagne" e pertanto questa pietra può essere considerata roccia pesante.
Il grado di compattezza per l’arenaria di Formentara è 0,98, per l’arenaria di Case Gaggioli 0,99, valori molto prossimi al valore massimo di 1, che permettono di considerare tali arenarie come compatte.
In base ai valori di porosità totale (EN 1936) ottenuti, l’arenaria Macigno di Formentara mostra avere una porosità superiore che permette di classificarla come roccia poco porosa, quella di Case Gaggioli si può classificare come poco porosa-molto compatta, con il valore minimo di porosità per l’arenaria delle "piagne" (0,81%). Anche la porosità accessibile (EN 1936) dei campioni da "piagne" esaminati è inferiore rispetto a quella relativa ai provini ricavati dalla roccia prelevata in cava, in accordo con quanto emerge nelle determinazioni relative all’assorbimento d’acqua.

La resistenza a trazione indiretta mediante flessione delle arenarie Macigno a grana fine (Formentara), molto fine (Case Gaggioli) e fine (M. Mazzerino) mediamente è di circa 42,3 MPa, valore di gran lunga superiore ai 15 MPa minimi richiesti dalla L. R. N.10 RAVA.
L’arenaria presa in esame risulta avere valori di resistenza a trazione indiretta mediante flessione molto elevati, superiori anche a quelli riscontrati nell’arenaria generalmente impiegata come materiale da costruzione. La notevole resistenza rilevata può essere ricondotta alle caratteristiche strutturali di questa roccia costituita da fitte e ravvicinate tessiture orientate in cui si concentrano i minerali lamellari fillosilicatici. I numerosi foglietti di miche presenti si orientano lungo questi piani i quali conferiscono alla roccia una struttura compatta nei riguardi dei carichi applicati perpendicolarmente ad essi.

Resistenza al gelo
Per i campioni ricavati dalle "piagne" del villaggio della Formentara la prova di resistenza a trazione indiretta mediante flessione, sia allo stato naturale che dopo i cicli di alternanza gelo-disgelo, ha dato valori (40,8 MPa e 37,2 MPa) che attestano la non gelività di questo materiale.
Essendo i valori di resistenza alla flessione allo stato naturale e dopo i cicli di alternanza gelo-disgelo circa uguali, queste rocce possono essere considerate non gelive sulla base della normativa prevista al punto c) della L. R. N.10 RAVA.

 
Assorbimento d'acqua
Carico di rottura a flessione
Carico di rottura a flessione dopo gelivitą
 
(%)
(MPa)
(MPa)
Arenaria Macigno di Formentara
0,58
40,4
38,8
Arenaria Macigno di Case Gaggioli
0,57
39,2
38,4
Arenaria Macigno di M.Mazzerino
0,49
47,4
49,2
Pietra di Luserna*
0,33
21,7
20,4
Pietra di Courtil*
0,33
30,0
29,9
Pietra di Morgex*
0,20
22,0
22,4
Serizzo Formazza*
0,33
17,8
16,3
Porfiroide grigio (Val Brembana)**
0,23
40,4
38,0

In tabella vengono confrontati i dati da noi ottenuti sui campioni di arenaria, utilizzata in Lunigiana per le lastre di copertura, con quelli relativi a materiali lapidei ancora oggi reperibili sul mercato e analogamente impiegati in varie località.
Dal confronto emerge che l’Arenaria lunigianese mostra carichi di rottura a flessione elevati rispetto ad altri litotipi, sia prima che dopo i cicli di alternanza gelo-disgelo, attestando quindi una ottima idoneità per tale impiego.
L’assorbimento di acqua invece risulta superiore al valore indicato nella normativa della Valle d’Aosta da noi presa a riferimento; come tuttavia è stato precedentemente osservato questo si verifica soltanto nel materiale di cava, mentre i valori relativi alle lastre sottoposte ad impiego prolungato nel tempo sui tetti dei villaggi rientrano nella norma.


 
  Arenaria Pietra della Lunigiana - a cura di:
   Prof. GIANFRANCO DI BATTISTINI  DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA - UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PARMA
   Prof. CATERINA RAPETTI  DIPARTIMENTO DEI BENI CULTURALI - UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PARMA